Monetary Union, the Italian case

In Italy, the monetary union is often taken as a scapegoat for all the ills of the last twenty years. To verify the factuality of this criticism we must weigh the disadvantages of the single currency with the advantages. Furthermore, a critical effort to verify the counterfactual (i.e. what would have happened if we had not adopted the euro) is paramount.


The disadvantages reiterated by the discontented is in having lost the monetary sovereignty and in the unfavourable exchange rate. Let’s start with the first topic. What was once the role of the Bank of Italy has now passed to the European Central Bank (ECB). The advantage of being able to print money lies in the possibility of using expansive monetary policies and devaluation. With the former, the central bank aims to lower interest rates, favouring consumption and investment. While with devaluation export is favoured and the cost of labour is lowered. Continue reading “Monetary Union, the Italian case”

L’euro per l’Italia

In Italia l’unione monetaria è spesso presa come capro espiatorio di tutti i mali degli ultimi vent’anni. Per verificare la fattualità di tale critica bisogna ponderare gli svantaggi della moneta unica con i vantaggi, ma soprattutto è necessario uno sforzo critico atto a verificare il controfattuale (ovvero cosa sarebbe successo se non avessimo adottato l’euro).

Gli svantaggi ribaditi dagli scontenti stanno nell’aver perso la sovranità monetaria e nel cambio sfavorevole. Partiamo con il primo argomento. Quello che una volta era il ruolo della Banca d’Italia è ora passato alla Banca Centrale Europea (Bce). Il vantaggio di poter stampare moneta giace nella possibilità di ricorrere a politiche monetarie espansive e nella svalutazione. Con le prime, la banca centrale mira ad abbassare i tassi di interesse, favorendo i consumi e gli investimenti. Mentre con la svalutazione si favorisce l’export e si abbassa il costo del lavoro.

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A (dis)continuity in the European Governance

Antonio Tajani descends from the highest seat in the European Parliament. He shakes hands with compatriot David Sassoli, who takes his place. They smile. This snapshot closes the waltz of the leadership positions of the European Union of these days, or of those who more than others will influence the choices of the Union, and therefore our lives, from here for the next five years. Following the elections of the new European Parliament on May 26th, the face of the Union and its representatives have changed. The change, however, did not take on the dimensions that during the electoral campaign they feared. During the first months of 2019, in fact, an apocalypse was expected, a revolution in terms of numbers and values ​​within the decision-making spheres of Brussels [1]. The fact is that this epochal change has not been realised; there have been some adjustments in the control room, and some fluctuations in public opinion, but the European Union maintains its values ​​and its different souls that characterise it.

If some balances have changed, others have remained firm. But which balances do we talk about?

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La (dis)continuità della Governance Europea

Bruxelles, 4 Luglio 2019. Antonio Tajani scende dallo scranno più alto del Parlamento Europeo. Stringe la mano al connazionale David Sassoli, che prende il suo posto. Sorridono. Questa istantanea chiude il valzer delle cariche di leadership dell’Unione Europea di questi giorni, ovvero di coloro che più di altri influenzeranno le scelte dell’Unione, e quindi le nostre vite, da qui ai prossimi cinque anni.

A seguito delle elezioni del nuovo Parlamento Europeo dello scorso 26 maggio, il volto dell’Unione e dei suoi rappresentanti si è modificato. Il cambiamento, tuttavia, non ha assunto le dimensioni che durante la campagna elettorale si paventavano, ma si è limitato ad un filo di trucco un po’ più pesante di prima. Durante i primi mesi del 2019, infatti, si prevedeva un’apocalisse, una rivoluzione in termini di numeri e di valori all’interno delle sfere decisionali di Bruxelles [1]. Fatto sta che tale cambiamento epocale non si è visto; ci sono stati alcuni aggiustamenti nella cabina di regia, ed alcune fluttuazioni nell’opinione pubblica, ma l’Unione Europea mantiene i suoi valori e le sue diverse anime che la caratterizzano.

Se alcuni equilibri sono cambiati, altri sono rimasti saldi. Ma di quali equilibri parliamo? Continue reading “La (dis)continuità della Governance Europea”

Cuidar a los niños de las chabolas de Pattaya, Tailandia: la fundación Take Care Kids

“Cuando uno viene a trabajar a Tailandia, por mucho tiempo que sea, ve muy poco o nada de Tailandia”. Estas son las primeras palabras que Giorgio me dice al teléfono, después de haberme presentado diciéndole que he vivido allí un tiempo. Su tono no muestra ningún sentimiento de supuesta superioridad, sino más bien el sentimiento de quien sabe que su conocimiento sobre Tailandia es amplio pero no completo, que aún hay mucho que descubrir. Continue reading “Cuidar a los niños de las chabolas de Pattaya, Tailandia: la fundación Take Care Kids”