Imparare a morire per imparare a vivere: Partage de Midi come viaggio di iniziazione

Il lungo viaggio terra marique che spinge alla ricerca della propria identità, gli ostacoli da superare – in particolare, il matrimonio e la devozione – che pongono di fronte al senso di colpa e alla necessità di definizione dei propri desideri, la meta finale – in particolare, il vero amore et la realizzazione di se stessi – da raggiungere, sono gli elementi che ci portano ad affermare lo status d’opera di iniziazione di Partage de midi, tracciando un percorso che va da Eros ad Agapé.

Claudel nobilita la propria storia personale inserendola nel contesto del romanticismo occidentale, cioè un romanticismo che concepisce l’amore, andando dal desiderio alla morte per passione, come sofferenza feconda. Ysé et Mesa nutrono il loro amore di un desiderio che è, all’inizio, sensuale e narcisistico : la bellezza fisica, il modo di parlare, la delusione delle proprie vite e la voglia di rappresentare un bisogno per qualcuno, li spingono progressivamente l’uno nelle braccia dell’altro. Ma la sensazione di aver colmato i loro vuoti non dura a lungo: una volta compreso che sono disposti ad affrontare gli ostacoli che impediscono il loro amore – e, quindi, una volta compreso che questi ostacoli non possono più essere considerati tali –, è necessario che si separino.

Il vero amore (occidentale) dipende dal desiderio insoddisfatto, dalla mancanza, poiché, se per gli amanti ci fosse modo di sperimentare la quotidianità, ci sarebbe anche la possibilità di far crollare la grandezza di questo amore. Per Ysé et Mesa, si tratta si accettare il sogno della passione possibile, l’infelicità della passione per non rassegnarsi alla normalità, almeno fino a quando la morte non si manifesta come possibilità concreta. La morte è la sola vera alternativa al compimento del desiderio : la morte trasforma il desiderio sensuale in sacrificio di se stesso per l’altro, in impresa d’amore, e consacra questo stesso amore nella forma della sua idealizzazione senza più possibilità di banalizzazione. Per questo gli amanti vivono il loro amore solamente morendo insieme.

E’ in questo momento che da Eros si passa ad Agapé. Eros è l’amore passione, pagano, idealizzato, disperato , la glorificazione della morte ; Agapé è l’amore cristiano, di affermazione dell’essere in atto, di accettazione della vita terrestre inscritta in un ordine eterno, è l’amore realmente reciproco che esige l’uguaglianza di coloro che si amano e non la loro trasformazione in oggetti o in riflessi di desideri. In punto di morte, Ysé et Mesa, che consideravano la loro passione come un mezzo per raggiungere una rivelazione sulla loro identità e sul loro posto nel mondo, che speravano, quindi, di essere posseduti – o meglio de-posseduti, a tal punto da poter realizzare una sorta di estasi divina -, smettono di considerare Eros come un dio. Finalmente possono conoscerlo da vicino. In questo modo, Eros smette anche di essere un demone e torna ad occupare il suo posto nell’ordine della Creazione dalla quale i due amanti sono pronti a distaccarsi. La felicità successiva alla tragedia non appartiene più al mondo sensibile ; l’amore-passione infelice dei peccatori, lo stesso che esaltava l’Io per elevarlo al di sopra di tutto, anche al di sopra di Dio, è ricondotto a Dio attraverso la morte, permettendo così un’ascesa. Attraverso un procedimento strettamente legato alla retorica cortese della lotta tra Giorno e Notte, si comprende che in realtà la morte è la vittoria della vita e che bisogna imparare a morire per imparare a vivere.

Livia Corbelli

D. de ROUGEMONT, L’amour et l’occident, Édition définitive, Paris, Union générale d’éditions, 1972
CLAUDEL, Partage de midi, Gallimard – collection folio
http://www.paul-claudel.net/oeuvre/partage 7/3/2018

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