Una primavera politica in Polonia

Proteste nelle piazze in Polonia, fonte www.bbc.co.uk

Metà di luglio 2017, il Partito di governo in Polonia, Diritto e Giustizia (PiS), in prossimità dell’interruzione estiva dei lavori parlamentari ha stravolto ogni programma, inserendo nell’agenda un controverso pacchetto di misure.
Si tratta di un progetto di legge per modificare le modalità di elezione dei giudici, non più indipendenti ma scelti direttamente dai partiti.
Ciò che non avevano previsto però, è stato il compatto e determinante intervento dei giovani, che, questa volta, si sono uniti agli altri gruppi nelle proteste anti-governative.


I giovani, delusi dai partiti di opposizione Civic Platform (PO) e Modern Party (Nowoczesna), non avevano ancora partecipato alle proteste nelle strade, l’opposizione non era riuscita a coinvolgerli, soprattutto per la mancanza di rinnovamento nella leadership dei partiti.
Stavolta però le proteste non erano state organizzate dai partiti, ma dai cittadini stessi.
Circa una settimana dopo, il 24 luglio, il Presidente, membro dello stesso partito di governo, ha sorprendentemente posto il veto sul provvedimento.
Ora il partito Legge e Giustizia è paralizzato, il paese è sotto shock per questo colpo di scena, dovuto, senz’altro, alle numerose proteste nelle piazze e nelle strade di tutta Europa.
Come può tutto ciò essere successo in solo una settimana?

Non è semplice dare una risposta.
Non appena è iniziata la discussione in parlamento, la gente si è subito riversata nelle piazze.
Questo ha ancor di più inasprito i conflitti in parlamento, già in precedenza molto forti, portandoli a livelli mai visti in precedenza.
I partiti d’opposizione non erano mai stati così agguerriti.
La diffusione delle scene del parlamento su vari siti di streaming ha ispirato ancor di più l’intervento diretto di tanti giovani.
Le proteste si sono così estese, giungendo anche nelle piccole città.
In alcune di esse inizialmente c’erano solo 2 o 3 manifestanti con delle candele in mano, fuori dagli edifici delle corti locali; presto sono cresciute fino a raggiungere le centinaia.

Nelle grandi città si è passati da centinaia a migliaia; alcune persone hanno persino interrotto le vacanze al mare recandosi alla residenza estiva del presidente a protestare.
In breve tempo le proteste hanno raggiunto anche altri paesi.
Polacchi con una seconda cittadinanza hanno iniziato a scrivere ai propri presidenti sollecitandoli a sostenere l’opposizione.
Le manifestazioni sono, infine, arrivate ad ambasciate e consolati, dove a protestare non vi erano solo cittadini polacchi, ma anche Cechi, Italiani, Tedeschi, Romeni, Irlandesi, Spagnoli e molti altri. I nostri fratelli europei ci hanno sostenuto nella nostra battaglia. Questo fatto ha particolarmente colpito il popolo polacco, soprattutto per il nostro storico motto che ci sostiene nelle difficoltà: “Per la nostra e la vostra libertà”.

Nel corso della storia, infatti, abbiamo lottato al fianco degli altri paesi che combattevano per l’indipendenza.

Trovandomi all’estero nel corso di questa crisi non ho potuto aiutare i miei concittadini a casa, sono andato ad una delle proteste dei consolati, a Monaco di Baviera.
Mi sono davvero commosso perché così tante persone, anche non polacche, sono venute a manifestare con noi.
Dicevano: “Siamo tutti europei”.


Questi avvenimenti mi hanno fatto riflettere sul futuro del mio paese.
Effettivamente credo che il partito di Legge e Giustizia una cosa buona per il mondo l’abbia fatta: ha dato alla Polonia un’opposizione europeista, come mai in precedenza.
I giovani non erano mai stati così legati ai valori europei.
La difesa della democrazia ne ha mostrato il loro più profondo significato. Forse dovendo andare incontro a questi episodi, è un bene che siano accaduti in questo momento.
L’economia polacca sta crescendo in maniera sostenuta, presto saremo un paese cardine per l’economia europea. Secondo alcuni calcoli il nostro PIL è già maggiore dell’Argentina, ciò significherebbe ottenere un posto al G20 nei prossimi anni e ottenere un ruolo importante nelle riunioni e nelle decisioni globali.
Preparati mondo, non appena cambieremo governo, una nuova Polonia mostrerà la sua gratitudine per il sostegno ricevuto, diventando un rappresentante importante dei valori liberali e europei nel mondo.

Marcin Bak

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