Scosse all’alba

Fonte immagini: www.castellucciodinorcia.it

Scosse all’alba

Queste poche righe segnano l’inizio di una nuova esperienza di condivisione di idee, sensazioni e conoscenze, sempre con lo sguardo rivolto verso il mondo.

<<Tutto è già cominciato prima, la prima riga della prima pagina di ogni racconto si riferisce a qualcosa che è già accaduto fuori dal libro>>.  
Italo Calvino

Inizio, un mondo nuovo o un’altra prospettiva, parto da me.

L’Erasmus è un’esperienza completa, trasforma le persone. Si parte con grandi aspettative e speranze, ci si mette in gioco ed è tutto una grande novità, ogni giorno una scoperta. L’Erasmus è una finestra sul mondo, sulle persone. In questo caso non parlerò di feste, lezioni o incontri.

Un momento chiave per parlare della mia esperienza Erasmus non è facile da trovare, sceglierò un istante forte, a livello personale, nel quale la distanza da casa e da avvenimenti tragici in cui sentirsi emotivamente coinvolti si mescola all’ambiente internazionale e ad un’immersione interculturale: il 30 Ottobre.

Il mio 30 Ottobre: Germania, Spagna, Italia, Belgio, Portogallo, Olanda: Europa.

In questi sei mesi ho trovato amicizia, emozioni, fiducia e un contesto dinamico. Ragazzi mai fermi, in viaggio, nello studio, nella condivisione di momenti ed esperienze del passato e del presente, sempre rivolti al futuro. L’ultimo weekend di Ottobre era un’ottima opportunità per visitare Aquisgrana, capitale del Sacro Romano Impero e Maastricht, così sono partito insieme con tre amici, un gruppo vario: due ragazze, dalla Spagna e dal Portogallo e due ragazzi italiani. Quella domenica mattina, dopo aver trascorso il sabato ad Aquisgrana eravamo in partenza per Maastricht, senza fretta, unica preoccupazione lo stare insieme.

Nell’ingresso in stazione la mia spensieratezza si dissolve e tutto cambia.

<< Mais un sismo de grande intensidade causa destruição en Itália >>.

Ore 9:00

La mia amica portoghese mi mostra lo schermo del suo telefono: il terremoto nel Centro-Italia, di nuovo.

L’idea del terremoto in Italia, specialmente in Umbria, la mia regione, non abbandona mai del tutto le persone, cova nella terra e puntualmente torna e stravolge tutto e tutti. La nostra terra è da sempre soggetta a sciami sismici, il 1979 a Norcia, il 1997 in diversi paesi tra Umbria e Marche, il 2009 a L’Aquila, e ora 2016-2017, di nuovo: Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto, Norcia, Castelluccio di Norcia e tutto l’Appennino Umbro-Marchigiano fino alle provincie abruzzesi di Teramo, L’Aquila e Pescara.

Il terremoto è un incubo, non ti lascia mai del tutto, a volte avvisa con scosse piccole e poi colpisce più forte, a volte arriva direttamente la scossa grande e porta via città e vite umane. Si sposta imprevedibile da una faglia all’altra, con intervalli di tempo irregolari e repliche incessanti.

Quella mattina, così lontano da casa, era tutto così surreale, le informazioni erano frammentarie e per diversi minuti le uniche notizie che ricevevo dall’Italia erano indirette, grande distruzione, macerie, intere città devastate, la Basilica di San Benedetto di Norcia improvvisamente in rovine. L’eco di un’apocalisse. Finalmente notizie da casa, dalla famiglia e dagli amici, nella mia Spoleto ci sono danni, il centro storico è sofferente, ma stanno tutti bene.

Resta un grande dolore per molti luoghi a me cari, per tutti i ricordi in quei paesi che ora sono un cumulo di detriti o sono in difficoltà, tra nevicate e nuove scosse, ma ne sono certo, ritorneranno a splendere. Ora ci sono intere regioni in ginocchio e vite sconvolte, ma fortunatamente quel giorno, a differenza del 24 Agosto, nessuna vittima. Lo smarrimento nel vivere l’incubo con impotenza e preoccupazione, ad una distanza enorme da casa, ma allo stesso tempo non così grande per le emozioni, è stato alleviato da una grande compagnia, dalla condivisione anche del momento, così importante per me e non ininfluente per loro.

Non c’è nessun confine, nessuna distanza reale, tra me e i miei amici. Loro che siano italiani, spagnoli o portoghesi, che sia in Germania, in Olanda o in Belgio, mi hanno fatto sentire meglio, come se casa fosse più vicina. Non sarà una bandiera, una lingua, un passaporto diverso o un’abitudine differente a costituire un ostacolo invalicabile tra le persone, la condivisione lima e addolcisce ogni differenza.

Condivisione di emozioni, esperienze, dolorose o piacevoli, il non aver paura di scoprire cosa c’è oltre una linea disegnata su una mappa, dalla storia o dalla morfologia del territorio, questa è la mia visione di Europa.

Michele Corio

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