A benefit of EU : Erasmus+

With the European elections taking place this week, and the ideas of Euroscepticism looming amongst EU member countries in the polls, there exists a definite requirement in analysing the true benefits the European Union provides its citizens. Given that there a numerous advantages in being an EU citizen, this article shall specifically analyse the Erasmus+ exchange scheme the Union provides, in order to obtain a more profound understanding of the resources which are available at our disposal through being a member of this Union.

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A dream of unity

The European Union is the largest peace project in history. As such it must be understood, defended, strengthened and undoubtedly improved. Talking to someone who has lived through the war is all it takes to understand that peace cannot be taken for granted, not even in the twenty-first century. History teaches us that we Europeans have been one of the most stubborn and abusive people on the face of the earth. Probably, considering a war in Europe today as unlikely to result almost ridiculous, is already the greatest victory of the European Union.

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Born in the EU

State of the (European) Union

Bridge connecting Denmark and Sweden.

The time of new elections has come and now, like never before, since Europe is unified under the flag of the European Union, this institution is feeling in danger. The outburst of Brexit and its referendum history shows that what was deemed to be unthinkable, today it can happen.

From many parts and throughout all Europe, the shouting voices pointing at Europe like a big useless (or even harmful) waste raise and seem to be unstoppable as they provide as alternative the safe shelter of so-called “souverainism”, perceived as close to the people, in opposition to the common European institution depicted as far from people’s needs.

What has to do this with us then? The new elections will tell what the future direction of Europe will be, and future belongs to us: the Erasmus Generation and those coming after us.

Here, we, those grown with and within the EU, do not want to be voice of propaganda of one or the other side. What we want to do is to give real and concrete examples of what being grown up and living in the European Union means to us, taking inspiration from our ordinary lives, the things we can touch every day in our jobs and studies, the way we see our future. Continue reading “Born in the EU”

I benefici meno noti di essere europei

1) L’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) garantisce la valutazione scientifica, la supervisione e il controllo della sicurezza dei medicinali per uso umano e veterinario nell’Unione Europea. In qualità di agenzia europea (quindi non rappresentativa di alcun governo, settore o società), l’EMA si è posta a garante della commercializzazione di specifici farmaci in paesi terzi da quello di produzione. Questo ha garantito un’armonizzazione a livello europeo, limitando i casi in cui le legislazioni locali impedivano la vendita di farmaci provenienti da altri paesi dell’unione, con giustificazioni (spesso arbitrarie) di non conformità. La creazione dell’EMA nel 1995, ha quindi aiutato un aumento significativo della produzione italiana di farmaci indirizzati ai mercati esteri. Nel 2017, l’Italia ha superato la Germania in termini di produzione di medicinali, diventando così il primo produttore Europeo, con un fatturato complessivo di 31,2 miliardi di euro (il 79% del quale destinato all’export, cresciuto di 15 volte dal 1991 al 2017, passando da 1,3 a 24,8 miliardi di euro). Il settore farmaceutico in Italia impiega 65.400 addetti (90% laureati e diplomati).   

2) L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) viene creata nel 1975 e vede l’adesione di 20 paesi Europei, tra cui l’Italia. Il nostro paese ospita anche una delle 8 sedi dell’agenzia spaziale: l’ESRIN il centro per l’osservazione della terra, a Frascati, Roma. È giusto menzionare che l’ESA non è un’organizzazione propria dell’Unione Europea (per esempio la Norvegia fa parte solo dell’ESA). Tuttavia, le due entità sviluppano una strategia spaziale congiunta e hanno un legame molto stretto, definito dall’accordo quadro ESA/UE.  L’idea di uno sforzo per la ricerca spaziale a livello europeo nasce dalla volontà di unire risorse e capacità per portare avanti progetti decisamente sopra le possibilità dei singoli paesi. L’ESA è conosciuta in tutto il mondo ed è seconda solo alla NASA (vista anche la differenza in termini di bilancio: il contributo annuo del cittadino europeo per l’ESA equivale a circa un quarto di quello del cittadino statunitense per la NASA). Al giorno d’oggi, l’ESA soddisfa una funzione esplorativa e offre un enorme contributo alla conoscenza dell’umanità tutta. Per esempio, l’ESA ha giocato un ruolo chiave nell’acquisizione della prima foto di un buco nero mai ottenuta. Inoltre, programmi come Copernicus (questo sì proprio dell’UE, finanziato con HORIZON 2020) hanno permesso di mandare in orbita decine di satelliti con funzioni di monitoraggio della terra, dei mari, dell’aria; fornendo dati molto precisi utilizzati per l’amministrazione dei territori, la gestione delle emergenze ambientali, il cambio climatico e la sicurezza nazionale. Come Copernicus, anche il programma spaziale Galileo (finanziato dall’UE) ha permesso la messa in orbita di decine di satelliti. L’obiettivo di Galileo è quello di sviluppare un sistema di localizzazione globale, indipendente dal GPS americano. Il servizio è già nelle prime fasi di utilizzo, è completamente gratuito, aperto a tutti i cittadini europei e si stima che contribuirà all’economia UE per 90 miliardi di euro nei primi 20 anni di attività.    

3) Il piano di investimenti per l’Europa, il cosiddetto piano Juncker, viene proposto al Parlamento Europeo nel Novembre 2014. Il progetto è quello di rilanciare gli investimenti in Europa (e di conseguenza l’occupazione) per un valore complessivo di 500 miliardi entro il 2020. Fondamentalmente, l’idea è quella di porre la Banca europea per gli investimenti (Bei) a garante di tutti i finanziamenti effettuati parallelamente al fondo europeo per gli investimenti strategici (il braccio finanziario del Bei). Il totale dei finanziamenti già approvati dal Bei per l’Italia è pari a 9,8 miliardi di euro (la seconda cifra più alta i in tutta l’UE), i quali dovrebbero mobilitarne altri 63,6 di investimenti aggiuntivi. Alcuni esempi dei finanziamenti approvati ed in corso di erogazione sono: l’ospedale di Treviso (con 70 milioni di euro finanziati direttamente dalla Bei e investimenti totali per 267 milioni), servizi idrici acquedotto pugliese (con 200 milioni di finanziamenti diretti e investimenti totali per 542 milioni), Dolomiti Energia (con 100 milioni di fondi approvati, per un totale di 180 milioni di investimenti). La lista completa la potete trovare a questo link. Parte dei 9,8 miliardi (per l’esattezza 2,8) è dedicata al finanziamento delle piccole e medie imprese (Pmi) tramite accordi con grandi banche Europee. Per esempio, è notizia di Gennaio 2019 la firma tra Bnl (gruppo Bnp Paribas) e il Bei (assieme al fondo europeo per gli investimenti) di due accordi di erogazione al credito per le Pmi italiane fino a un miliardo e duecento milioni nei prossimi due anni.

4) Durante l’ultima legislatura, il parlamento europeo ha approvato il regolamento di protezione dati personali (Gdpr) più all’avanguardia del mondo. Dal 25 Maggio 2018, i cittadini italiani sono protetti da una normativa della privacy a livello europeo (questa è stata infatti armonizzata in tutti i paesi membri). Il regolamento mira a responsabilizzare tutte le aziende che trattino dati personali di cittadini europei (siano queste situate in UE o all’estero). Dall’anno scorso, le aziende sono costrette a dichiarare espressamente come intendono utilizzare i dati personali degli utenti e a chiederne l’esplicito consenso (sono vietate le caselline pre-barrate). Inoltre, il Gdpr sancisce il diritto alla rettifica dei propri dati in qualsiasi momento, il diritto alla cancellazione dei dati personali in determinate circostanze, e il diritto alla reperibilità (ovvero si possono chiedere quali dati siano stati forniti in precedenza). Le multe nei casi di violazione del Gdpr possono essere molto salate, come annunciato dalle autorità Francesi lo scorso Gennaio, le quali intendono sanzionare Google per €50 milioni.

5) In tema di salvaguardia ambientale, spesso non si sa che circa l’80% delle normative italiane nascono da necessità di adeguamento a direttive europee. Gli ambiti ricoperti sono i più disparati, dalle emissioni di gas serra alle polveri sottili. Per esempio, le detrazioni fiscali per l’efficientamento energetico abitativo (fino al 75% nei condomini) sono diretta conseguenza dell’attuazione della direttiva 2012/27/UE. In tema di emissioni, l’UE ha implementato il primo e più esteso mercato della CO2. Dal 2005, viene posto un tetto alla quantità totale di gas serra (CO2,N2O,PFC) prodotto da circa 11.000 impianti ad alto consumo di energia (centrali elettriche e impianti industriali) e dalle compagnie aeree. Ogni anno questo tetto viene abbassato, in modo da ridurre l’impronta ecologica dei settori più impattanti (grazie a questo sistema si calcola che nel 2030 le emissioni saranno inferiori del 43% rispetto al 2005). Per tutti i settori esclusi, l’UE pianifica una riduzione di CO2 del 30% per il 2030. Gli obiettivi dell’UE dovranno essere trasformati in obiettivi nazionali vincolanti per i settori che non rientrano nell’attuale sistema comunitario di scambio delle quote di emissione, vale a dire l’agricoltura, i trasporti, l’edilizia e i rifiuti, che insieme rappresentano circa il 60% delle emissioni di gas a effetto serra dell’Unione. Vale la pena menzionare anche il programma annuale Life, tramite cui l’UE eroga contributi a fondo perduto per progetti pilota atti ad affrontare sfide ambientali di pubblico interesse (il budget di Life nel periodo 2014-2020 è di €3.4 miliardi).

6) L’agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha sede a Parma e conta più di 400 dipendenti. L’EFSA ha il compito di valutare gli allarmi di sicurezza alimentare lanciati da uno dei 28 paesi UE (più Norvegia, Liechtenstein, Islanda e Svizzera) e se lo ritiene opportuno, quello di far ritirare i prodotti pericolosi dal mercato europeo. Oltre alla sicurezza alimentare, l’UE ha giocato un ruolo fondamentale nella difesa dei prodotti a denominazione di origine protetta (Dop) e del biologico. Infatti i prodotti Dop, così come quelli ad indicazione geografica protetta (Igp), sono tutelati all’interno del mercato unico europeo (un’azienda agricola di Berlino non può denominare il suo prosciutto “di Parma”). La confederazione italiana agricoltori (Cia) ha di recente ribadito come: “è fuori discussione che l’accordo di Schengen con l’abolizione dei controlli doganali, abbia dato linfa importante all’export agroalimentare italiano che nell’area euro manda prodotti per oltre 210 miliardi (+40% dal 2010). A trainare, le certificazioni di qualità (+38%) attualmente per 85 prodotti tra Dop e Igp.” Allo stesso modo, in tutti i nuovi trattati di libero scambio l’UE sta conducendo una battaglia in difesa dei prodotti Igp e Dop. Solo negli ultimi accordi di libero commercio l’UE ha garantito la difesa di: 165 indicazioni geografiche in Corea del Sud (di cui 38 italiane), 143 in Canada (41 italiane), 200 in Giappone (44 italiane), 340 in Messico (dove trovare il “parmesan” al supermercato era la norma). Negli ultimi dieci anni, secondo l’ufficio studi Cia, i lavoratori in agricoltura sono aumentati di circa 85 mila unità (+21%). Sotto la spinta europea, il Made in Italy agroalimentare ha trovato nuova forza nello sviluppo del biologico con circa 25 mila nuovi operatori, una crescita pari al 60%, sulla scia di una sempre maggiore consapevolezza e sensibilità ambientale.

Giovanni Sgaravatti

[1]

https://europa.eu/european-union/about-eu/agencies/ema_it ;

https://www.ema.europa.eu/en/about-us/what-we-do ;

https://www.farmindustria.it/app/uploads/2018/07/i-numeri-dellindustria-farmaceutica-in-italia_luglio_2018.pdf ;

http://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2018/07/11/italia-supera-germania-primo-produttore-farmaci-in-ue_5f9973fd-d5a5-42b3-a4d1-09332fe5f4d9.html

 

[2]

https://www.esteri.it/mae/it/politica_estera/economia/cooperaz_econom/agenziaspazialeeuropea.html

https://www.ema.europa.eu/en/about-us/what-we-do

https://www.ansa.it/scienza/notizie/rubriche/eccellenze/esa.html

https://www.copernicus.eu/en

http://ec.europa.eu/growth/sectors/space/galileo_en

 

[3] https://ec.europa.eu/commission/priorities/jobs-growth-and-investment/investment-plan-europe-juncker-plan/investment-plan-results/investment-plan-italy_it

https://ec.europa.eu/commission/priorities/jobs-growth-and-investment/investment-plan-europe-juncker-plan/what-investment-plan-europe_it

https://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2019-01-18/in-arrivo-12-miliardi-le-pmi-dall-asse-bnl-e-bei

 

[4]

https://www.wired.it/internet/regole/2019/05/22/gdpr-bilancio/

http://www.terasoft.it/terablog/il-gdpr-in-breve-cosa-dice-il-regolamento-per-la-protezione-dei-dati.html

https://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2019-01-21/google-multa-50-milioni-francia-violazione-gdpr

http://www.gdpr-privacy.info/tutto-quello-che-bisogna-sapere-sulla-gdpr/#inpratica

 

[5]

https://ec.europa.eu/clima/policies/ets_it

https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/elezioni-europee-ue-bruxelles-tutto-quello-che-senza-ue-non-avremmo-mai-avuto/

www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180411IPR01515/ambiente-obiettivi-riduzione-co2-per-agricoltura-trasporto-edilizia-e-rifiuti

http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/inquinamento/2019/03/25/polveri-sottili-in-diminuzione-dal-2008-in-italia_4ba12b28-215c-4819-8fd6-eb8fc128c8e2.html

https://ec.europa.eu/easme/sites/easme-site/files/life_italy_it_dec18.pdf

https://www.qualenergia.it/articoli/20140721-decreto-direttiva-efficienza-il-testo-gazzetta-ufficiale/

http://www.direttiva27.it/

 

[6]

www.europarl.europa.eu

https://ec.europa.eu/food/safety/rasff_en

https://agriregionieuropa.univpm.it/it/content/article/31/50/levoluzione-della-pac-e-le-imprese-agricole-sessantanni-di-adattamento

http://www.efsa.europa.eu/it/

https://www.ice.it/it/it

https://www.cia.it/news/notizie/elezioni-ue-cia-europa-importante-agricoltura-made-italy/

 

The least known advantages for Italy of being in the EU

It is really difficult to explain the advantages of being within the European Union (EU) and the monetary union to those who have seen their wages remain the same in the last twenty years, when services and the cost of living have generally increased. Nevertheless, I believe it is important to try to do it because the European Union is our only hope, and we should keep this in mind. Below you will find a list, inevitably incomplete, of the advantages that Italy gets from being in Europe. Some of the benefits of being inside the European Union (like the 70 years of peace, or Erasmus) are very well known, so this article tries to focus only on those known the least.

1) The European Medicines Agency (EMA) guarantees the scientific assessment, supervision and safety control of medicines for human and veterinary use in the European Union. As a European agency (therefore not representative of any government, sector or company), the EMA has acted as guarantor for the marketing of specific drugs in those countries different from the one manufacturing. This ensured harmonization at the European level, limiting the cases where local legislation prevented the sale of drugs from other EU countries, with often arbitrary justifications of non-compliance. The creation of the EMA in 1995 has therefore helped a significant increase in the Italian production of drugs aimed at foreign markets. In 2017, Italy surpassed Germany in terms of drug production, making it the leading European producer, with a total turnover of 31.2 billion euros (79% of which was exported, up 15 times) from 1991 to 2017, rising from 1.3 to 24.8 billion euros). The pharmaceutical sector in Italy employs 65,400 workers (90% graduates).

2) The European Space Agency (ESA) is created in 1975 and counts 20 European countries, including Italy. Our country also hosts one of the 8 offices of the space agency: ESRIN, the center for earth observation, in Frascati, Rome. It is fair to mention that ESA is not an EU organization (for example, Norway is only part of ESA). However, the two entities develop a joint space strategy and have a very close connection, defined by the ESA / EU framework agreement. The idea of ​​an effort for space research at European level stems from the desire to combine resources and capabilities to carry forward projects drastically above the possibilities of individual countries. ESA is known throughout the world and is second only to the NASA (given also the difference in terms of budget: the annual contribution of the European citizen for ESA is about one quarter of that of the US citizen for NASA). Today, ESA fulfills an exploratory function and makes an enormous contribution to the knowledge of humanity as a whole (for example, it played a key role in the acquisition of the first photo of a black hole ever obtained). Furthermore, programs such as Copernicus (this one indeed proper of the EU, financed by HORIZON 2020), have enabled the launch of dozens of satellites with earth, sea and air monitoring functions; providing very precise data used for territorial administration, environmental emergency management, climate change and national security. Like Copernicus, Galileo space program (also funded by the EU) has allowed the launch of dozens of satellites. Galileo’s goal is to develop a global localization system, independent of the American GPS. The service is already in the early stages of use, is completely free and open to all European citizens and it is estimated that it will contribute to the EU economy for 90 billion euros in the first 20 years of activity.

3) The investment plan for Europe, the so-called Juncker plan, was proposed to the European Parliament in November 2014. The project is to relaunch investments in Europe (and consequently employment) for a total value of 500 billion by 2020. Basically, the idea is to put the European Investment Bank (EIB) as the guarantor of all the financing made in parallel with the European fund for strategic investments (the financial arm of the EIB). The total amount of funding already approved by the EIB for Italy is €9.8 billion (the second highest figure in the entire EU), which should mobilize another €63.6 in additional investments. Some examples of approved and ongoing funding are: the Treviso hospital (with €70 million funded directly by the EIB and total investments for €267 million), the Apulian aqueduct water services (with €200 million in direct financing and total investments for 542 million), Dolomiti Energia (with 100 million of approved funds, for a total of 180 million of investments). The complete list can be found at this link. Part of the 9.8 billion (to be exact 2.8) is dedicated to the financing of small and medium-sized enterprises (SMEs) through agreements with large European banks. For example, it is news of January 2019 the signing between Bnl (Bnp Paribas group) and the EIB (together with the European fund for investments) of two credit agreements for Italian SMEs up to one billion two-hundred million in the next two years

4) During the last legislature, the European Parliament approved the most advanced state-of-the-art general data protection regulation (Gdpr). From May 25, 2018, Italian citizens are protected by a European-wide privacy regulation (this has in fact been harmonized in all member countries). The regulation aims to empower all companies that process personal data of European citizens (whether they are located in the EU or abroad). Since last year, companies have been forced to expressly state how they intend to use users’ personal data and to request explicit consent from users (pre-barred boxes are prohibited). In addition, the Gdpr establishes the right for consumers to rectify their data at any time, the right to delete personal data in certain circumstances, and the right to require old data (you can ask what data you had previously provided). The fines in cases of violation of the Gdpr can be very expensive, as proven by the 50-million fine the French authorities are planning to charge Google.

5) With regard to environmental protection, it is little known that around 80% of the recent Italian norms come from the need of adapting to European directives. The areas covered are the most diverse, from greenhouse gas emissions to fine dust pollution. For example, tax deductions for residential energy efficiency (up to 75% in condominiums) are a direct consequence of the implementation of Directive 2012/27/EU. On the issue of emissions, the EU has implemented the first and largest global market for CO2. Since 2005, a ceiling has been placed on the total amount of greenhouse gases (CO2, N2O, PFC) that can be produced by about 11,000 energy-intensive plants (power plants and industrial plants) and by airlines. Every year this roof is lowered, so as to reduce the carbon footprint of the most polluting sectors (thanks to this system it is estimated that in 2030 emissions will be 43% lower than in 2005). For all excluded sectors, the EU plans a 30% CO2 reduction for 2030. EU targets will have to be transformed into binding national targets for sectors that do not fall under the current EU emissions trading scheme, namely agriculture, transport, construction and waste, which together account for around 60% of the Union’s greenhouse gas emissions. The annual Life program is also worth mentioning, whereby the EU makes grants for pilot projects aimed at addressing environmental challenges of public interest (Life’s budget for 2014-2020 is € 3.4 billion).

6) The European food safety agency (EFSA) is based in Parma and it has more than 400 employees. EFSA assesses food-safety alerts launched by one of the 28 EU countries (plus Norway, Liechtenstein, Iceland and Switzerland) and if it deems it appropriate, it takes care of having dangerous products withdrawn from the European market. In addition to food security, the EU has played a fundamental role in defending products with a protected designation of origin (Pdo) and organic products. In fact, Pdo products, as well as those with a protected geographical indication (Pgi), are protected within the single European market (a farm in Berlin cannot name its ham “prosciutto di Parma”). The Italian confederation of farmers (CIA) has recently reiterated how: “it is beyond dispute that the Schengen agreement, with the suppression of customs, has given an important impetus to the Italian agri-food export that sends products to the euro area for over €210 billion (+ 40% from 2010). To drive quality certifications (+ 38%), currently for 85 products between Pdo and Pgi.” Similarly, in all new free trade agreements, the EU is leading a battle in defence of Pgi and Dop products. Only in the latest free trade agreements, the EU guaranteed the defense of: 165 geographical indications in South Korea (of which 38 are Italian), 143 in Canada (41 Italian), 200 in Japan (44 Italian), 340 in Mexico (where to find the “parmesan” in the supermarket was the norm). In the last ten years, according to the CIA, workers in agriculture have increased by about 85 thousand units (+ 21%). Under the European push, the agri-food Made in Italy has found new strength in the development of organic products with around 25,000 new operators, a growth of 60%, in the wake of ever greater awareness and environmental sensitivity.

Giovanni Sgaravatti

[1]

https://europa.eu/european-union/about-eu/agencies/ema_it ;

https://www.ema.europa.eu/en/about-us/what-we-do ;

https://www.farmindustria.it/app/uploads/2018/07/i-numeri-dellindustria-farmaceutica-in-italia_luglio_2018.pdf ;

http://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2018/07/11/italia-supera-germania-primo-produttore-farmaci-in-ue_5f9973fd-d5a5-42b3-a4d1-09332fe5f4d9.html

 

[2]

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[3] https://ec.europa.eu/commission/priorities/jobs-growth-and-investment/investment-plan-europe-juncker-plan/investment-plan-results/investment-plan-italy_it

https://ec.europa.eu/commission/priorities/jobs-growth-and-investment/investment-plan-europe-juncker-plan/what-investment-plan-europe_it

https://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2019-01-18/in-arrivo-12-miliardi-le-pmi-dall-asse-bnl-e-bei

 

[4]

https://www.wired.it/internet/regole/2019/05/22/gdpr-bilancio/

http://www.terasoft.it/terablog/il-gdpr-in-breve-cosa-dice-il-regolamento-per-la-protezione-dei-dati.html

https://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2019-01-21/google-multa-50-milioni-francia-violazione-gdpr

http://www.gdpr-privacy.info/tutto-quello-che-bisogna-sapere-sulla-gdpr/#inpratica

 

[5]

https://ec.europa.eu/clima/policies/ets_it

https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/elezioni-europee-ue-bruxelles-tutto-quello-che-senza-ue-non-avremmo-mai-avuto/

www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180411IPR01515/ambiente-obiettivi-riduzione-co2-per-agricoltura-trasporto-edilizia-e-rifiuti

http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/inquinamento/2019/03/25/polveri-sottili-in-diminuzione-dal-2008-in-italia_4ba12b28-215c-4819-8fd6-eb8fc128c8e2.html

https://ec.europa.eu/easme/sites/easme-site/files/life_italy_it_dec18.pdf

https://www.qualenergia.it/articoli/20140721-decreto-direttiva-efficienza-il-testo-gazzetta-ufficiale/

http://www.direttiva27.it/

 

[6]

www.europarl.europa.eu

https://ec.europa.eu/food/safety/rasff_en

https://agriregionieuropa.univpm.it/it/content/article/31/50/levoluzione-della-pac-e-le-imprese-agricole-sessantanni-di-adattamento

http://www.efsa.europa.eu/it/

https://www.ice.it/it/it

https://www.cia.it/news/notizie/elezioni-ue-cia-europa-importante-agricoltura-made-italy/